Mia moglie si chiama Magda.
Mia figlia Susanna.
Magda ogni tanto mi guarda e poi va via. Susanna mi ha detto che l’ha vista piangere in cucina ma forse stava solo sbucciando delle cipolle.
Ogni tanto mi solletica l’idea di essere stato rapito da degli extraterrestri che su di me hanno fatto degli esperimenti e che in realtà sono passate solo poche ore e non due anni.
C’è un film che mi torna spesso in mente, non mi ricordo il titolo, parla di un generale americano che viene rapito dai tedeschi e a cui viene fatto credere di essere stato in coma due anni e che nel frattempo la guerra è finita, vinta e che lui si trova in un campo di cura e che presto tornerà a casa. Tutto questo per riuscire ad avere i piani d’invasione degli alleati. Alla fine lui si accorgerà della messinscena ricordandosi di essersi fatto un taglietto ad un dito  e che la ferita è ancora presente come se fossero passati pochi giorni e non anni.
Solo che ormai dal mio risveglio sono passate settimane. E di taglietti che mi portino alla mente qualcosa non ce ne sono.
Susanna mi ha detto che prima facevo il venditore, ad alto livello ma sostanzialmente vendevo. Matite colorate, penne, fogli per disegno. Non credo che avessi dei piani di invasione nascosti che qualcuno possa estorcermi. Magari son stato rapito dalla concorrenza perché stiamo per buttare sul commercio una penna che scrive da sola e solo io ne conosco i piani.
Magari…
Mi hanno regalato una chitarra ho provato a suonarla, Magda mi ha guardato stupita, non sapevo suonare così prima, mi ha detto, anzi non sapevo suonare affatto. O… non mi ha mai conosciuto veramente o in due anni ho imparato.
Chissà dov’è finita quella che mi ero comprato e con cui ero uscito di casa quel giorno, magari è in una casa, forse a Trieste, appoggiata ad un muro… che aspetta il suo padrone come un cane fedele. Solo che un cane è vivo e una chitarra no e non mi cercherà.

Ecco mi sono dimenticato

Mi sono dimenticato di quell’esame in cui litigai con la professoressa sulla poetica del Leopardi. Lei sosteneva, sicuramente a ragione, che il verso “Pene tu spargi a larga mano” avesse a che fare con il pessimismo cosmico, io che avesse a che fare con la masturbazione.
E poi mi sono dimenticato di quando volevi che ti insegnassi a scrivere  e io, spocchioso come non mai, ti ho detto che o lo sai fare oppure no, non si può insegnare e tu allora andasti da Luca. Ora è il tuo mestiere e io faccio tutt’altro.
Insomma ho cancellato la parte brutta della mia vita e con essa anche tutto il resto e ora so guidare la macchina ma non so dove l’ho messa, so un sacco di canzoni ma non ne ricordo le parole, so un sacco di parole e i tasti della chitarra sono semplici linee.
Ecco mi sono dimenticato di te che insisti nel volermi esattamente come ti piacerebbe che fossi e non come sono.
Ecco mi sono dimenticato di te che durante una partita tra scapoli e ammogliati cadesti a terra tenendoti il ginocchio che ti avevo colpito. Tu sapevi perché, io sapevo perché gli altri pensarono che ero il solito stronzo e alcuni non mi rivolsero più la parola.
Insomma come già detto… mi sono ricordato di dimenticare tutto.

C’è silenzio nella stanza, il corpo intubato di un uomo giace su di un letto.  Magda, la moglie, si rivolge alla persona in camice bianco accanto a lei. La voce è quasi un sussurro.

Dottore guarirà?
No!

on air

Appena in tempo, fiuuuu. Adesso mi tocca studiare wordpress e chi c’ha voglia?

Bum! UeeeeUeeeeUeeeUeeeUeee….

Caro chi era?
Ma uno… ma è andato.


Pari o dispari
Pari, colpo secco!


BIM, BUM, BAM

Dispari hai vinto tu.
Porto io il secchio.

Lei aveva nella borsa pochi spiccioli e un coltellino multi uso. Usò i primi per telefonare e il secondo per mangiare.
Appaio
Scompaio
Riordino

Lei si era innamorata del primo che passava solo che il primo che passava era armato….

Appaio
Scompaio
Ordino che vengano serviti un paio di pasti
Panna sui seni della sconosciuta
Scompaio
Appaio
In una segreta vicino al mare c'era un sasso
il sasso si è appartato con un filo di rame
Volo
Atterro
Pulisco

Fa troppo caldo per scrivere. Fa così caldo che sono ingrassato di cinque chili pur sudando come un giocatore di freccette in attesa del suo turno. Fa così caldo che l'aria condizionata butta fuori vampate come un gruppo heavy la sera prima di andare a letto. Fa così caldo che non solo non riesco a scrivere ma nemmeno pensare e soprattutto essere.

Lei comprese troppo tardi che quello che stava assagiando non era un formaggio francese…

Lei si girò di scatto come per prendere al volo qualcosa che stava candendo e incrociò lo sguardo di uno che passava di li per caso…

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